Torte, fiori e regali; la festa della donna si è ormai trasformata in un evento privo di significato
per molti, con l’unico scopo di alimentare la mentalità consumistica che al giorno d’oggi ci
troviamo a fronteggiare durante qualsiasi evento importante.
In realtà anche dietro gli sgargianti fiori tipici, le mimose, si nasconde un messaggio ben più
profondo della semplice estetica.
Ad esempio questi boccioli simboli di femminilità rappresentano anche l’emblema della
resilienza. Originaria dell’Australia, la pianta è riuscita a crescere anche nel Vecchio
Continente e la sua capacità di sbocciare anche nei terreni più ostici e nelle condizioni più
critiche le ha permesso di diventare il simbolo della difficile storia delle donne.
Altro importante significato che assume è quello della speranza, un sentimento che all’epoca
era nei cuori di tutte le donne del mondo.
Nonostante le marcate differenze che tutt’ora sono presenti in alcune parti del mondo, nel
corso del tempo le donne hanno raggiunto importanti conquiste politiche, sociali,
economiche che hanno apportato un cambiamento radicale nella loro vita.
La festa della donna non è sono un giorno in cui si ricorda la figura femminile e i suoi pregi
ma anche un piccolo momento di riflessione dedicato a tutte coloro che hanno impegnato la
propria vita nella lotta per i diritti di tutte le donne del mondo.
La storia di questa ricorrenza ha attirato attorno a se numerosi miti ma la verità è che La
nascita della Giornata Internazionale della Donna – è questo il nome ufficiale – ebbe in realtà
una genesi molto più “ordinaria”, collegata strettamente al clima politico di inizio ‘900,
quando la popolazione femminile cominciava ad organizzarsi per reclamare maggiori diritti
(tra cui, soprattutto, il diritto al voto).
Nel 1909 infatti fu il Partito Socialista americano a lanciare l’idea di una giornata dedicata
all’importanza delle donne all’interno della società che in effetti venne celebrata il 23 febbraio
di quell’anno. La proposta travalicò i confini nazionali e venne ripresa dall’attivista Clara
Zetkin nel 1910 durante la seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste
tenutasi a Copenaghen, in Danimarca.
Da quel giorno ogni Paese cominciò a scegliere una data sul calendario da dedicare alla
figura femminile. Fu solo nel 1921 che si pensò ad un’unica data internazionale e
probabilmente la scelta cadde sull’8 marzo per ricordare la protesta del 1917 in Russia
quando durante la rivoluzione di febbraio molte operaie russe scesero in strada a protestare
contro lo zar.
D’altronde come disse Wilde ‘Se dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto il Fiore’.

A.L.S