Il duomo di Milano si può considerare una grande tela bianca che nel tempo è stata completata dalle personalità che hanno vissuto la nostra storia e che volevano lasciare un segno. Infatti, dal 1386, anno della sua costruzione, ha visto passare numerosi artisti e architetti che hanno deciso di aggiungere ciascuno un segno che rappresenta la propria epoca. Aguzzando lo sguardo, oltre la celebre Madonnina posta sulla cima del Duomo, si possono trovare raffigurazioni di personaggi italiani famosi come il Sommo Poeta dante Alighieri, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini e il re Vittorio Emanuele.

Si trovano dislocati lungo la falconatura, dove si possono riconoscere anche quattro copie di pugili. Tra di loro, primo Carnera, il primo italiano a vincere, nel 1933, il titolo mondiale dei pesi massimi ed Erminio Spalla che, curiosamente, si cimentò poi nel cinema recitando anche il in Miracolo a Milano. C’è anche un ritratto di Benito Mussolini: nel dopoguerra fu ritoccato, ma il bassorilievo ha conservato la riconoscibilissima mascella volitiva delle origini.

Come tutte le opere d’arte non basta soffermarsi a osservare unicamente dall’esterno ma bisogna entrare all’interno di essa per percepirne pienamente l’essenza. Il sacco del giudizio universale, sospeso sopra la navata destra, non distante dall’ingresso di cui nessuno conosce il contenuto ma si dice che cadrà solo alla fine del mondo; il battistero che si trova sul lato sinistro della cattedrale ed è un antico e prezioso sarcofago di epoca romana realizzato in porfido e questi sono solo alcuni dei dettagli più curiosi che contiene.

Questo edificio in stile gotico, dal profilo inconfondibile sotto la sua magnificenza racchiude segreti che spesso sfociano nell’arcano e enll’inverosimile.

Come esempio possiamo prendere una leggenda che parla di un fantasma sconsolato che appare nelle foto dei neosposi. Si crede che la donna in questione si chiami Carlina. Ella era una donna che in viaggio di nozze, pentita del tradimento fatto a suo marito, decise di inginocchiarsi dinnanzi alla madonnina per chiedere perdono, ma la mancò a causa della nebbia e precipitò nel vuoto.

Un’altra storia legata a un rito ortodosso presume che al di sopra dell’abside sopra l’altare, ci sia un punto segnato con una luce rossa: il punto dove viene custodito un chiodo della croce di Cristo.

Ogni anno durante il rito della “Niviola” il chiodo viene prelevato dal vescovo e posto sotto le volte del presbiterio per offrirlo in venerazione ai fedeli.

Di sicuro ogni persona che passerà davanti a quest’immenso agglomerato di epoche, stili e storie non potrà che soffermarsi ad ammirare quanto complesso e superbo sia.

“Ovunque guardassi, da ogni angolo, accanto ad ogni guglia di cui l’edificio è disseminato, apparivano figure marmoree..il meraviglioso mondo mistico qui si manifestava! Si, questa era una chiesa di Dio!”

Giorni di apertura: dal lunedì alla domenica

Orari: 8.00 – 19.00, ultimo ingresso ore 18.00.

Realizzazione riservata a cura di A. S

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