Al museo del Louvre di Parigi dinnanzi alla famosa Gioconda, oggi riconosciuta come Lisa Ghirlandini del Giocondo, dipinta da Leonardo da Vinci nel 1505, è naturale soffermarsi a lungo estasiati e magicamente pervasi dall’ambiguo sorriso e dalla perfezione dei tratti del suo viso. Il dipinto incarna le caratteristiche delle donne virtuose dell’epoca con la mano destra posata sulla sinistra a simboleggiare la fedeltà matrimoniale. Le vesti scure e il velo nero derivano dall’alta moda spagnola e non sono quindi una rappresentazione del lutto per la sua prima figlia come alcuni studiosi avevano ipotizzato. Ma ad una osservazione più approfondita si può notare sugli occhi della Gioconda ed in particolare sul sinistro in corrispondenza del punto di contatto tra la palpebra inferiore e la radice del naso la presenza di una piccola macchia di colore giallastro,più precisamente uno xantelasma, un accumulo di tessuto grasso. Giova ricordare che nel corso degli anni  si sono succeduti tanti “referti ” medici intorno al suo aspetto, anche se non va dimenticato che  nella loro espressione è stato tenuto conto solo della prospettiva stilistica ed esecutiva dell’opera, dando per scontato che il ritratto fosse perfettamente fedele al reale aspetto della modella senza tener conto della difficoltà alla realizzazione del dipinto. Comunque nella terminologia medica lo xantelasma è una piccola raccolta sotto la pelle, frequentemente appunto nelle palpebre di una sostanza grassa costituita in gran parte da colesterolo che anche se non necessariamente è indice di indebito aumento di colesterolo nel sangue  che notoriamente rappresenta un importante fattore di rischio per l’insorgenza di aterosclerosi. E siccome sembra di intravedere anche la presenza di un lipoma sulla mano, alcuni studiosi hanno ipotizzato che la morte di Monna Lisa possa essere attribuita ad infarto miocardico. All’epoca di Leonardo , però, nessun medico aveva mai sentito parlare di colesterolo ed infarto miocardico, sia perchè le nozioni di fisiologia e di patologia cominciavano in quegli anni a distaccarsi da quelle risalenti al tempo degli antichi Romani, sia perchè non si avevano strumenti e metodi per accertarli clinicamente. Concludendo quando si va a visitare il Louvre e ci si sofferma di fronte al bel dipinto di Monna Lisa forse è meglio ancora oggi ammirare in religioso silenzio la dolcezza e la maestria di un opera ineguagliabile senza farsi distrarre da curiose estrapolazioni anedottiche.

Alberto Lazzaroni

Cardiologo- Centro Medico Sempione-Milano

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