Conosciuto come uno dei dolci tipici del Natale, le origini del panettone sono sicuramente legate alla città di Milano ma pochi conoscono la sua vera storia.

Infatti, la sua nascita è legata a numerose leggende delle quali la più famosa narra le origini di questo dolce presso la corte di Ludovico il Moro, signore di Milano, nel XV secolo.

Siamo alla vigilia di Natale del lontano 1495 e la corte è radunata attorno a grandi tavoli imbanditi dalle più prelibate pietanze per festeggiare con un lauto pasto.

Nelle cucine fervono i preparativi e sono tutti intenti nella lavorazione di leccornie per soddisfare i palati più esigenti e raffinati della corte.

Talmente indaffarati che il capo cuoco chiede a un giovane di nome Toni, un semplice sguattero di 12 anni, di sorvegliare la cottura delle ciambelle in forno, ovvero quello che dovevano essere il dolce di fine pasto per concludere al meglio i festeggiamenti della vigilia di Natale.

Ma un imprevisto non era stato calcolato: infatti il povero garzone stanco dalle giornate di lavoro si addormenta, seppur per pochi minuti, sufficienti a mandare in fumo tutte le ciambelle.

Al suo risveglio, il giovane Toni, conscio del danno e impaurito della reazione del capo cuoco e delle richieste dei commensali, non sapeva come giustificarsi, tanto che per rimediare, ricordandosi del dolce che aveva preparato per se e i suoi amici utilizzando gli avanzi delle ciambelle a cui aveva successivamente aggiunto uova, burro e canditi decide di proporlo al cuoco il quale, dubbioso in un primo momento, ne resta letteralmente estasiato dal profumo e sorpreso dalla forma a cupola, che decide di proporlo ai commensali.

Ad assaggiarlo per prima fu la duchessa la quale dopo averlo masticato con lentezza sentenzia: “ottimo” e tutti gli invitati concordano con lei.

Il duca allora si complimenta con il capo cuoco non sapendo che il merito era in realtà del garzone.

Ma le bugie come sempre hanno le gambe corte e presto si venne a sapere presso tutta la corte Milanese chi fu il vero artefice e così tutti lo definirono “el pan de Toni” in dialetto meneghino.

Con il passare degli anni la ricetta si diffonde in tutta Italia modificando la denominazione in panettone.

Ma se si curiosa le storie legate alla nascita di questo caratteristico dolce sono le più svariate.

Tralasciando le leggende, il panettone ha un vero e proprio fondamento storico.

E’ grazie a Pietro Verri che nella sua opera “Storia di Milano” edita fra il 1782 e il 1799 conosciamo le radici di questo dolce: lo stesso infatti riporta che anticamente a Milano a Natale si celebrava la “cerimonia del ceppo”: si usava infatti ardere un ciocco ornato di fronde e mele sul quale per tre volte si spargevano vino e ginepro mentre tutta la famiglia si riuniva intorno al caminetto e il “pater familias” spezzava simbolicamente il pane e lo divideva con gli altri membri della famiglia.

A livello storico anche il Manzoni nel 1871 ringraziava il fornaio del forno delle Grucce perché ogni anno lo omaggiava con un panettone, denotando come molti personaggi illustri della storia milanese fossero amanti di questo dolce.

Ma c’è spazio ancora pe un’ultima curiosità legata al panettone che vuole che si mangi per tradizione il 3 febbraio, giorno di San Biagio.

La leggenda vuole che Biagio, un medico e vescovo del III secolo, salvò da un soffocamento un fanciullo che aveva inghiottito una lisca di pesce, facendogli mangiare un pezzo di questo pane dolce.

Così il folklore popolare nel corso dei secoli ha sempre incitato a mangiarlo in questo in giorno come buono auspicio nel preservarsi dal male alla gola e dai malanni di stagione.

Molto probabilmente il famoso “pan de ton” può essere definito come il bis bis nonno del nostro panettone che vide la vera rivoluzione a partire dagli anni ’20 quando Angelo Motta studiò di produrre industrialmente questo tipico dolce di pasticceria permettendo che arrivasse sulle tavole di milione di persone per deliziarne i palati.

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