A 94 anni nella sua casa romana si è spento il giornalista, scrittore e conduttore televisivo Arrigo Levi.

Una personalità unica nel suo genere, che con ironia e vitalità ha saputo coniugare carta e video.

Originario di una famiglia ebraica di Modena, trasferitosi per sfuggire alle leggi razziali con i genitori in Argentina, a Buonos Aires iniziò a coltivare la sua passione per il giornalismo collaborando con il quotidiano locale.

Ritornato in Italia, conseguì la laurea in filosofia per poi partire come volontario e partecipare alla prima guerra arabo – israeliana, come corrispondente del conflitto per alcune testate giornalistiche tra cui Libertà e Gazzetta di Modena.

Il nome di Levi è associato a diversi ruoli, oltre che giornalista e scrittore, definito da molti come colui che consacrava gli articoli con la sua grande firma, divenne bene presto anche un conduttore televisivo: fu infatti il primo giornalista a condurre un telegiornale, ovvero quello delle 20 diretto da Fabiano Fabiani.

Un evento unico, in quanto fino ad allora mai nessuno aveva condotto un programma di informazione, poichè il tg era sempre stato presentato e letto da uno speaker.

Ma Levi riuscì in poco tempo a bucare il video con la sua competenza e la sua esperienza.

Ci ha lasciato un grande giornalista e un intellettuale di spessore, un testimone ineffabile della storia del Novecento che in modo onesto e appassionato ha sempre raccontato le tante notizie che hanno visto la sua firma.

A cura di V.L.

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