Chi conosce la storia di Palazzo Marino? Quando e da chi fu costruito? Ecco la leggenda che aleggia intorno a questa sfortunata dimora che ospita la sede comunale di Milano.

Ci troviamo nel 1553. La dominazione spagnola portò grandi affari per i banchieri che guadagnavano finanziando imprese militari, papi e imperatori. Tra questi spiccava Tommaso Marino, ricco conte genovese che lavorava al soldo degli spagnoli.

Ma perché uno degli uomini più potenti di quella Milano si preoccupò di far commissionare un palazzo di tale importanza? Bè, la risposta è semplice ma non scontata: per amore.

Si crede che l’arrogante uomo, amante delle belle donne, si infatuò della figlia di un patrizio veneziano che però si oppose fin da subito all’idea di concedergli in sposa la figlia.

Questo conflitto portò Marino a rapire la bellissima Ara scatenando un contrasto che per giungere a termine ebbe bisogno dell’intervento del governatore spagnolo che riuscì a mettere d’accordo due: Il padre di ara avrebbe dato in sposa sua figlia solo nel caso in cui Marino avesse fatto commissionare un palazzo che eguagliava la bellezza della ragazza.

La richiesta non spaventò il ricco conte che incaricò l’architetto Galeazzo Alessi per l’impresa concordando su un progetto tanto grandioso da sembrare quasi irrealizzabile. Il palazzo, infatti, non era equiparabile con le altre strutture presenti a Milano:  massiccio, imponente e insieme raffinato nella decorazione squisitamente manierista delle facciate, tra mascheroni mostruosi e colonne che non sostengono alcunché.

Nel frattempo, il popolo era sempre più avverso nei confronti di Marino a causa della tassa del sale grazie al cui l’uomo si era arricchito. Il malcontento arrivò a un tale punto da far si che le persone lanciassero una maledizione su palazzo marino: ‘Questo complesso di pietre, innalzato con il frutto di tante ruberie, o brucerà, o cadrà in rovina, o se lo porterà via un altro ladrone’.

Nel corso del tempo due delle tre previsioni si avverarono: la vita dispendiosa del conte e le importanti spese di costruzione lo portarono in rovina, il palazzo rimase incompleto e venne confiscato dal governo spagnolo da cui poi venne ricomprato solo nel 1781.

L’avvenuta confisca dell’edificio fece imbestialire il Marino, il quale  si scatenò incredibilmente sulla povera Arabella, impiccandola con le sue stesse mani. A danneggiare il palazzo ci pensò in seguito la seconda guerra mondiale, che con i bombardamenti del ’43 rischiò di farlo crollare.

Il contesto in cui è situato, la sua storia e la sua architettura lo rendono sicuramente uno dei palazzi che rappresentano l’essenza di Milano.

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