Machiavelli teorizza un tipo particolare di ciclicità della storia: quello che va dalla rovina alla grandezza, all’ozio, alla debolezza, per poi tornare di nuovo alla rovina; quello che va dall’ordine al disordine per poi tornare all’ordine, dal bene al male e dal male al bene: “non essendo dalla natura conceduto alle mondane cose di fermarsi”.

La storia, infatti ci aiuta a vincere la sfida, perchè una delle più grandi pandemie iniziò nel 1346, quando dal nord della Cina, probabilmente a causa di contagi da ratti e pulci, si diffuse quello che per secoli è stato un incubo ovvero la peste nera. Un nome che identifica un periodo buio, con un forte impatto negativo nella società del tempo anche a livello demografico, in quanto morirono all’incirca 20 milioni di persone.

Ma – e questo è forse l’aspetto più interessante – lo sconvolgimento epocale causato dalla peste, proprio per i suoi milioni di morti, creò di fatto le basi del Rinascimento, perchè il paese doveva ripartire.

Infatti, dopo tanti orrori, a cominciare soprattutto da Firenze, anno dopo anno ci fu una ripresa generale della vita e della ricostruzione sociale.

Dopo tanto dolore e tanti lutti ci si dedicò al bello, all’arte, contagiando prima tutta l’Italia e poi l’Europa. E a beneficiarne fu anche l’economia che si mise in moto ricercando nuovi modelli e nuovi mercati. 

E proprio come teorizzato da Macchiavelli, la storia a distanzi di millenni si è ripetuta e a destabilizzare nuovamente il periodo florido che il paese stava vivendo fu ancora un virus venuto dalla Cina, che questa volta ha inciso non solo sulla nostra economia bensì anche sul nostro stile di vita che ci ha portato ad adattarci e cercare soluzioni nuove.

Ma proprio come successo dopo la peste, anche in questo caso vi sarà una nuova epoca rinascimentale con la nascita di una nuova era da condividere tutti insieme.

V.L